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"L'uomo è qualcosa di indivisibile" - L'orientamento attuale in fatto di cura delle lombalgie, cruralgie, ecc è quello di applicare un mix di metodiche che considerano l'individuo nella sua globalità fisica e psichica. Ne deriva, come prima considerazione, che un approccio posturale di tipo meccanico come quello che veniva proposto nella ginnastica di mantenimento e che viene ancora oggi utilizzato, non può che agire parzialmente poiché la regolazione posturale sfugge in gran parte all'intervento volontario. Il concetto di postura viene spesso confuso con l'atteggiamento posturale, cioè una "maniera di tenere il corpo". In seguito ad esperienze vissute dal corpo (ambientali, sociali, lavorative, ecc.) un certo numero di automatismi posturali incoscienti si acquisiscono e si strutturano, facendo adottare dall'individuo atteggiamenti ( o posizioni ) che a lungo andare portano a squilibri articolari, aumentano le tensioni muscolari e, provocando dolore, limitano il movimento condizionando la vita quotidiana e lavorativa.
Quindi la scelta del metodo terapeutico deve tener conto oltre dei dati clinici ( l'età lavorativa, i disturbi funzionali, il grado di collaborazione del paziente), anche di quelli posturali, preferendo ove possibile un metodo con approccio globale al paziente.
Gli esercizi utilizzano varie posizioni: al tappeto, a gatto, in piedi, da seduti e tante altre modalità scelte sempre in base alle potenzialità residue del paziente.